©️yann Allegre Gypaete 2023

Il gipeto barbuto a Val d'Isère

Da diversi decenni, l’elusivo gipeto barbuto impreziosisce i paesaggi montani di Val d’Isère con la sua presenza maestosa. Ogni inverno segna l’inizio di una nuova stagione di nidificazione per questo rapace emblematico. Un periodo raro e delicato, che richiede la vigilanza e il rispetto di tutti noi, elementi fondamentali per proteggere questo straordinario uccello nel cuore delle Alpi.

Il gipeto barbuto a Val d’Isère presente da oltre 30 anni

Un rapace diverso dagli altri

Contrariamente alle idee comuni, il gipeto barbuto non è un predatore. Specializzato nel consumo di carcasse, si nutre quasi esclusivamente di ossa provenienti da animali morti naturalmente o a seguito di una predazione. Per poterle consumare, le rompe lasciandole cadere dall’alto, un comportamento unico nel mondo animale.

Specie rara e protetta, il gipeto barbuto è scomparso a lungo dalle Alpi prima di fare il suo grande ritorno grazie ai programmi di reintroduzione e a una vigilanza collettiva. Oggi, Val d’Isère è uno dei territori alpini in cui la sua presenza è tra le più regolari e antiche.

Una storia che si scrive dagli anni 1990

Le prime osservazioni regolari di gipeti barbuti a Val d’Isère risalgono all’inizio degli anni Novanta. Molto rapidamente, il massiccio si rivela un ambiente favorevole: falesie, tranquillità, risorse naturali.

Tra il 1990 e il 1997, vecchi nidi di aquila vengono nuovamente occupati. Nel 1995, una femmina emblematica viene identificata grazie al suo anello rosso: Marie-Antoinette. Nel 2002, un evento segna una svolta decisiva: il primo volo di Freeride, il primo gipeto nato allo stato selvatico in Savoia. Un primato storico.

Dal ritorno del gipeto barbuto a Val d’Isère, sono state registrate 20 schiuse sul territorio comunale e 16 giovani hanno raggiunto lo stadio dell’involo, diversi dei quali nelle gole della Daille. Un segnale forte che fa di Val d’Isère un territorio chiave per la conservazione della specie nelle Alpi francesi.

Dove osservare il gipeto barbuto a Val d'Isère

A Val d’Isère, l’osservazione del gipeto barbuto non richiede lunghe avvicinamenti né attrezzature specifiche. Quando le condizioni meteo lo permettono, è visibile quasi quotidianamente in inverno, mentre plana sopra il villaggio o lungo i versanti esposti a sud. In estate, il rapace resta presente sul territorio, ma si fa più discreto, muovendosi principalmente in quota e nelle zone rocciose.

Passeggiate consigliate a piedi :

  • il sentiero del Pont Saint-Charles,
  • i dintorni di La Daille,
  • il settore del Laisinant, quando il sole illumina le falesie.

Pazienza, silenzio… e sguardo attento: lo spettacolo è spesso garantito.

Trasmettere e sensibilizzare fin dalla prima infanzia

A Val d’Isère, la montagna è un terreno di gioco, ma anche uno spazio di apprendimento.

Per far scoprire questo gigante dei cieli ai più giovani, la pista La Verte, nel settore di Bellevarde, propone per tutto l’inverno il percorso “Sulle tracce del gipeto“. Quattro moduli didattici in larice accompagnano la discesa e invitano grandi e piccoli a conoscere meglio l’uccello, il suo ruolo e il suo ambiente. Un approccio ludico e concreto per coltivare il rispetto per il mondo vivente.

Inverno–primavera 2026: un periodo chiave per la riproduzione del gipeto barbuto a Val d’Isère

Un’incubazione ben avviata nelle gole della Daille

Le osservazioni effettuate alla fine del 2025 sono molto incoraggianti: la coppia di gipeti barbuti di Val d’Isère ha avviato l’incubazione nel proprio nido nelle gole della Daille, in date simili a quelle dello scorso anno. Un segnale di stabilità e di fiducia in questo territorio preservato.

Questa nuova stagione si inserisce in una dinamica positiva a livello della Savoia. Dopo il successo riproduttivo del 2025, con 7 giovani gipeti che hanno spiccato il volo in Savoia, le 11 coppie riproduttrici entrano ora in una fase chiave del loro ciclo: manutenzione dei nidi, accoppiamenti e incubazione.

Perché la tranquillità è vitale per il gipeto barbuto?

Specie protetta tra le più sensibili al disturbo, il gipeto barbuto ha bisogno di una tranquillità assoluta durante tutto il periodo riproduttivo.
Per questo motivo, dall’inizio di novembre 2025, sono state riattivate le Zone di Sensibilità Maggiore (ZSM) per questa specie, ovvero 19 zone su tutto il territorio.

In queste aree, qualsiasi attività che possa disturbare l’uccello è vietata, in particolare:

  • il passaggio o la sosta di sciatori ed escursionisti,
  • le attività rumorose,
  • il sorvolo motorizzato a meno di 1000 m dal suolo, e fino a 2200 m dal suolo nella ZSM specifica delle gole della Daille.

Rispettare queste regole significa offrire al gipeto le migliori possibilità di portare a termine la riproduzione… e contribuire concretamente alla tutela della biodiversità alpina.

Calendario 2026 delle ZSM tutto quello che c’è da sapere

Il dispositivo delle Zone di Sensibilità Maggiore evolve nel corso della stagione:

  • Dal 1 marzo 2026: le ZSM non occupate o che hanno registrato un insuccesso riproduttivo durante la prima fase vengono disattivate.
  • Fino al 31 marzo 2026: le ZSM occupate restano attive, poiché è possibile una deposizione di sostituzione fino a questa data.
  • Dopo il 31 marzo 2026: le ZSM occupate restano in vigore fino all’involo del pulcino, potenzialmente fino al 31 agosto nel caso del gipeto barbuto.

I giovani gipeti della Vanoise giovani avventurieri dei cieli

Grazie al monitoraggio GPS, alcuni giovani gipeti nati negli ultimi anni raccontano già straordinarie storie di viaggio:

  • Dôme (2022) ha esplorato l’Austria prima di tornare nei pressi del Cervino.
  • Erasmus (2023) si muove anch’egli in Svizzera, non lontano dal Cervino.
  • Esprit (2023) sorvola attualmente il Mercantour, sul versante di Saint-Étienne-de-Tinée.
  • Fortiche (2024) scopre il Parco nazionale degli Écrins dopo un passaggio in Svizzera.
  • Farra (2024) esplora gli Écrins, nei pressi di Embrun.
  • Grapillon (2025), l’ultimo nato nel nido della Daille a Val d’Isère, ha già viaggiato tra Castellane, l’Alpe d’Huez… e le porte del Mediterraneo.

Custodi di un equilibrio fragile tutti insieme

A Val d’Isère, la montagna è uno spazio di libertà… ma anche di responsabilità. Rispettando le Zone di Sensibilità Maggiore, ognuno contribuisce a preservare un equilibrio vivo, in cui la pratica sportiva, l’avventura outdoor e la biodiversità possono convivere in armonia.

Grazie a tutte e a tutti per la vostra attenzione e il vostro impegno al fianco del gipeto barbuto, sentinella dei grandi spazi alpini e simbolo di una montagna viva, esigente e profondamente ispiratrice.

 

Esperienze imperdibili a Val d'Isère

Se pensi che le vacanze siano fatte per condividere, divertirsi e fare nuove scoperte, lasciati ispirare da noi! Che i tuoi desideri più folli diventino realtà!